La lunga vita degli stereotipi della Sardegna : 24 maggio 2025

Sabato 24 maggio, sotto un cielo estivo, col patrocinio della R.A.S.e della Federazione dei circoli sardi in Svizzera, organizzato dal circolo Nuraghe di Losanna, la Dott.ssa Giuliana Pias, docente di italianistica alluniversit di Parigi ha presentato lintervento dal titolo La lunga vita degli stereotipi della Sardegna: alcune radici storico-culturali.

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Data:
21 Agosto, 2025

Sabato 24 maggio, sotto un cielo estivo, col patrocinio della R.A.S.e della Federazione dei circoli sardi in Svizzera, organizzato dal circolo Nuraghe di Losanna, la Dott.ssa Giuliana Pias, docente di italianistica alluniversit di Parigi ha presentato lintervento dal titolo La lunga vita degli stereotipi della Sardegna: alcune radici storico-culturali.

Dopo aver spiegato che cosa significasse la parola stereotipo e averci parlato dei pericoli culturali a cui portano gli stereotipi, Giuliana ci ha guidati lungo un percorso storico, ma anche culturale e letterario per scoprire come e perch questi stereotipi nei confronti della Sardegna e dei suoi abitanti abbiano preso forma e si siano fissati.

Alla fine del 1800, la Sardegna diventa meta di studiosi e viaggiatori francesi positivisti che, fotografano lisola per la prima volta la fissandola in alcuni clichs, termine tecnico che indica limmagine in negativo di una foto, e che col tempo si sono stratificati: fra i pi ricorrenti lindolenza e la permalosit dei sardi, la loro arretratezza culturale, limmobilismo storico, lessere predisposti ad una forma di subordinazione e inferiorit, e, in ultimo, ma sicuramente uno dei luoghi comuni pi comune e pi difficile da estirpare, la predisposizione genetica dei sardi alla delinquenza, con il banditismo prima e lanonima sequestri dopo.

Questultimo stereotipo venne pubblicato in uno studio scientifico sulla delinquenza in Sardegna dallo studioso siciliano Niceforo e risale addirittura al 1898.

Contribuiscono a stratificare questi stereotipi non solo i continentali e gli stranieri, che si sono recati sullIsola volenti o per forza (Il ti sbatto in Sardegna era considerata la punizione ultima!) e comunque tutti strangiusu agli occhi dei nativi, ma gli stessi sardi, per cui queste fissazioni e luoghi comuni oltre ad avere un fondo di verit, altro non sono che valori forti della cultura sarda: subordinazioneospitalit, fedeltrancore, permalosit e via dicendo.

Sar limbalsamatore Marini, personaggio dellopera di Giorgio Todde, realmente esistito, a dimostrare capovolgendo il metodo degli studiosi positivisti, metodo linfondatezza degli stereotipi. Quello di Giuliana stato un intervento divulgativo importante per i presenti che hanno visto nelle spiegazioni e nella discussione un approfondimento nella conoscenza storico culturale della Sardegna.

E per niente togliere agli stereotipi positivi quali laccoglienza, la serata si conclusa calorosamente con un generoso dopo offerto dal Nuraghe.

Roberta Pilia

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Ultimo aggiornamento

21 Agosto, 2025