SPIRITI E DEI NELLA SARDEGNA PREISTORICA

Spiriti e Dei nella Sardegna preistorica è un progetto di comunicazione e di narrazione sull’archeologia, un viaggio introspettivo, oserei dire emozionale e intimo, lungo il percorso millenario delle credenze e della religione dei sardi in antico, in quest’isola al centro del mediterraneo occidentale.

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Data:
12 Febbraio, 2026

Spiriti e Dei nella Sardegna preistorica è un progetto di comunicazione e di narrazione sull’archeologia, un viaggio introspettivo, oserei dire emozionale e intimo, lungo il percorso millenario delle credenze e della religione dei sardi in antico, in quest’isola al centro del mediterraneo occidentale.

Lo scenario è il mare, il luogo dove per millenni i popoli si sono incontrati e scontrati, hanno dialogato e parlato una lingua comune fatta di segni e di simboli universali, si sono prostrati devotamente agli stessi idoli.

Prima delle politiche coloniali cartaginesi e romane l’isola è stata un eccezionale punto di confronto imprescindibile per navigatori, commercianti e militari, portatori di nuove credenze e di nuove tecnologie. Questi, volta per volta, immettevano nuova linfa in un retroterra culturale ed economico straordinariamente ricettivo e già ricco e ben strutturato politicamente.

Così le genti dell’isola da un lato assorbivano le novità portate dal mare mentre dall’altra custodivano gelosamente le loro credenze, gli usi, i costumi.

Tutto ciò avviene all’alba del V millennio, durante quella fase che gli archeologi identificano con la “Cultura di Ozieri”, un momento particolarmente florido per la Sardegna anche da un punto di vista ideologico e spirituale, quando hanno convissuto due modi distinti di intendere ed esprimere i principi del sacro.  In questo periodo particolarmente florido per la Sardegna hanno convissuto due modi distinti di intendere la vita e la religione, o forse è meglio dire di esprimerle, e tra questi il mistero della vita ultraterrena. Il primo è tradizionalmente legato al culto della Grande Madre e si manifesta in maniera evidente attraverso le domus de janas, oltre 3.500 grotticelle artificiali disseminate in tutta l’isola. L’altro è il nuovo verbo, il megalitismo, l’essenza del costruire con grossi massi, dell’innalzare blocchi di pietra di forma allungata verso il cielo. Testimoni di questo rinnovamento, sono i 1.200 menhir finora censiti e gli oltre 100 dolmens localizzati principalmente nella Sardegna centro settentrionale. Una produzione notevole che porta a una riflessione doverosa e a una conseguente constatazione: per millenni la Sardegna è stato il piu’ grande laboratorio culturale del Mediterraneo occidentale, la fucina più creativa di princìpi che da li a poco avrebbero determinato le condizioni per la nascita e lo sviluppo della Civiltà Nuragica.

Oggi il Menhir Museum di Laconi è custode di uno di questi aspetti, quello della statuaria antropomorfa preistorica, risalenti all’Età del Rame (3.200 a.C.) che riproducono prìncipi e madri che hanno vissuto nella Sardegna Centro-Occidentale.

La giornata odierna, vuole raccontare questa storia incredibile e presentare gli esempi più significativi

L’Associazione Culturale Grazia Deledda APS organizza una conferenza il giorno 08 febbraio 2026 alle 17.30 presso la Sala Consiliare di Ciampino con ingresso libero.

 

 

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Ultimo aggiornamento

12 Febbraio, 2026