“Su ’ocu de Sant’Antoni” a Monteroni d’Arbia Il fuoco della tradizione sarda tra fede, rito e comunità

Monteroni d’Arbia celebra “Su ’ocu de Sant’Antoni”, suggestiva tradizione di origine sarda legata alla festività di Sant’Antonio Abate, che si svolge tra il 16 e il 17 gennaio. L’iniziativa è promossa dal Circolo Sardo “Peppino Mereu” di Monteroni d’Arbia e si terrà presso gli Impianti sportivi di Ponte a Tressa Sabato 17 Gennaio 2026 a partire dalle ore 19:30

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Data:
12 Gennaio, 2026

“Su ’ocu de Sant’Antoni”

a Monteroni d’Arbia

Il fuoco della tradizione sarda tra fede, rito e comunità

 

Monteroni d’Arbia celebra “Su ’ocu de Sant’Antoni”, suggestiva tradizione di origine sarda legata alla festività di Sant’Antonio Abate, che si svolge tra il 16 e il 17 gennaio. L’iniziativa è promossa dal Circolo Sardo “Peppino Mereu” di Monteroni d’Arbia e si terrà presso gli Impianti sportivi di Ponte a Tressa Sabato 17 Gennaio 2026 a partire dalle ore 19:30

L’evento unisce spiritualità, cultura popolare e convivialità, portando nel territorio senese uno dei riti più antichi e simbolici della tradizione sarda. Il fulcro della celebrazione è l’accensione del grande falò rituale, simbolo di purificazione e rinnovamento, attorno al quale la comunità si riunisce per condividere un momento di festa e partecipazione.

Il fuoco rappresenta la protezione contro le avversità e le malattie, ma anche la volontà di lasciare alle spalle le negatività dell’anno trascorso, guardando al futuro con speranza e serenità.

La tradizione affonda le sue radici in Sardegna, dove “Su ’ocu de Sant’Antoni” è una delle feste più sentite e diffuse, soprattutto nei paesi del centro dell’isola come Mamoiada, Lodè, Orgosolo, Fonni, Gavoi, Aritzo, Nuoro, Orani, Siniscola . In molte comunità l’evento segna simbolicamente l’inizio del Carnevale sardo, accompagnato da riti di purificazione, momenti conviviali e maschere tradizionali come i Mamuthones e Issohadores.

Secondo la leggenda, Sant’Antonio Abate scese all’inferno per rubare il fuoco e donarlo agli uomini, che vivevano nel freddo: un racconto che rende il falò non solo un elemento materiale, ma un potente simbolo di solidarietà, identità e rinascita.

A Monteroni d’Arbia, grazie all’impegno del Circolo Sardo “Peppino Mereu”, la celebrazione si propone come un ponte culturale tra Sardegna e Toscana, un’occasione di incontro aperta a tutta la cittadinanza nel segno della tradizione, della memoria e della condivisione.

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Ultimo aggiornamento

12 Gennaio, 2026